Una nuova arma contro le infezioni operatorie è stata per la prima volta utilizzata presso il reparto di Ortopedia dell’Ospedale Santa Maria di Bari, guidato dal dott. Giovanni Vavalle: un idrogel a base di acido ialuronico e acido polilattico, arricchito di antibiotici, ha consentito di ridurre il rischio di infezione in un paziente sottoposto a protesi d’anca per una invalidante coxartrosi.
Seppur in giovane età (50 anni), presentava un quadro clinico complesso: diabetico, e sottoposto a terapia immunosoppressiva per un precedente trapianto renale.
Le infezioni cosiddette periprotesiche, ossia quelle infezioni batteriche che possono realizzarsi dopo un intervento di protesi articolare (di anca, ginocchio o spalla), rappresentano una complicanza sempre temuta, non frequente, ma purtroppo grave, difficile da debellare e causa principale di revisione chirurgica. Riportata con un incidenza variabile dallo 0,5% al 2% a seconda delle casistiche, è più frequente nei pazienti affetti da patologie che, compromettendo le difese immunitarie, ne favoriscono lo sviluppo. Tra queste, in primis proprio il diabete, soprattutto se non adeguatamente controllato, l’obesità, le malattie oncologiche, il fumo di sigaretta, la malnutrizione e le patologie reumatiche, spesso in trattamento con terapie croniche cosiddette immunosoppressive.
L’innovativo idrogel utilizzato per la prima volta all’interno della Santa Maria, spalmato sulla superficie delle componenti della protesi prima che questa venga impiantata, crea una vera e propria barriera attiva contro le infezioni durante l’intervento, impedendo così l’adesione e il successivo sviluppo di germi.
Una garanzia in più per i pazienti ad alto rischio.
