Si è svolto a Roma, nelle giornate dell’11 e del 12 ottobre, il simposio sulla chirurgia conservativa nelle protesi d’anca, organizzato dal Johnson & Johnson Institute. Un’occasione di respiro internazionale che ha visto, oltre alla presenza del dott. Giovanni Vavalle, la partecipazione di suoi colleghi chirurghi provenienti da tutto il mondo.
Sotto la lente d’ingrandimento del convegno l’importanza del rispettare l’anatomia e la biomeccanica dell’anca durante un intervento di protesizzazione, al fine di ottimizzarne i risultati clinici. Un ottimo impianto di protesi deve integrarsi nelle strutture ossee del paziente, senza sovvertire la geometria dell’anca rispettando, così, tutti i parametri come i centri di rotazione, gli off-set acetabolari e femorali e la lunghezza dell’osso, al fine di ripristinare una “normalità” articolare.
Un momento chiave della due giorni di studi è stata la possibilità per i partecipanti di potersi confrontare con esponenti di spicco dell’ortopedia quali il prof. David Beverland del Musgrave Park Hospital di Belfast, uno tra i più importanti pionieri della chirurgia protesica. “Sono molto soddisfatto della partecipazione al simposio perché si è trattata di un’occasione importante per discutere con altri colleghi in merito alle nuove tecniche della chirurgia protesica” ha affermato il dott. Giovanni Vavalle a margine dell’evento. “È stato un grande piacere ed un onore poter condividere con il prof. Beverland opinioni ed esperienze in merito all’ottimizzazione di un impianto di protesi d’anca”.
